La copia d'Autore non è un virtuosismo sterile, ma la cura intima e concreta del senso del bello. Le recenti sperimentazioni artistiche hanno imposto all'attenzione degli artisti e degli operatori del mondo dell'arte il desiderio, quasi il gusto, di ripercorrere le orme dei grandi maestri del passato che associavano capacità tecniche notevoli all'espressione di concetti, idee e significati profondi e socialmente edificanti, senza contare l'utilizzo educativo dell'arte sacra, che costituiva nel passato ampia parte della committenza, la vita e la possibilità di operare per molti grandi artisti, spesso protetti da alti prelati o esponenti della classe nobiliare. Attualmente, il senso della copia in campo artistico deve ricercarsi a mio avviso, nel bisogno, appunto, di ottenere una linea ideale di continuità nella custodia del bello, la cosa più prossima al vero che possediamo, che, senza denigrare le avanguardie storiche come la transavanguardia e le recenti correnti artistiche quali la horror art e molte altre, completi e purifichi la tradizione dell'immagine. Dott.Stefano Antonelli (critico d'arte)