L’arte è lo specchio dell’anima ed il doppio creativo è la rivisitazione dei grandi capolavori, reinterpretati e vissuti dagli autori del nostro tempo. Rinascono allora sinfonie di luce e di colori; fantastici viaggi nell’universo di pittori celebri, come Picasso, Modigliani, Van Gogh, Degas, Toulose Lautrec, Caravaggio, tanto per citare i più famosi. Grandi maestri che ancora oggi sono costante presenza nell’arte contemporanea con le loro opere immortali, rivisitate però alla luce dei secoli trascorsi. Gli artisti presenti a questa mostra, come il famoso direttore di orchestra o il grande attore di teatro, ad ogni esecuzione o interpretazione fanno emergere una magia nuova, una nuova verità, alla luce di un diverso animo, della sensibilità poetica dell’artista del Terzo millennio. Il doppio creativo, dunque non è mai uguale, ma può mostrarsi simile ed apparentemente molto somigliante qualificando queste “copie d’autore” come “opere d’arte” in piena autonomia. La mano dell’artista cambia e lascia sempre, pur nella riproduzione, qualcosa di proprio, di personale, al di là di ogni virtuosismo c’è la conoscenza profonda di temi e tecniche, c’è un'eredità’ che continua e si consolida, un'eredità’ di connessioni antiche e nuove. Padri e figli che si ritrovano, maestri e discepoli che si confrontano. C’è quindi una trasmissione del “mestiere” indiretto ma altrettanto efficace come accadeva nelle botteghe d’arte del passato in cui tecnica, apprendimento, creatività si fondevano nel segno dell’estetica. Un’estetica che Benedetto Croce interpretava come equilibrio perfetto di forma e contenuto - un concetto dell’arte che supera quello di Platone (arte copia della copia) - e che oggi si slancia in universi magici ancora tutti da esplorare. Una magia che come nell’intreccio del verso e nel ritmo della poesia, si rinnova e rigenera ad ogni lettura ad ogni nuova interazione poetica. Il Doppio artistico è come Alice allo specchio di un sogno e non è mai un Narciso che contempla se stesso: è un messaggio in evoluzione, un dialogo con il bello che si rinnova. prof.ssa Sandra Lucarelli